LO SCIOPERO DELLE BAMBINE AL GEROLAMO
"Lo sciopero delle bambine. L'eroicomica impresa del 1902" di D.Ferrari, R.Pelusio, E.Messina - con Rita Pelusio e Rossana Mola - Regia di Enrico Messina - Visto il 9 dicembre al Teatro della Cooperativa - QUI Recensione di Claudia Pinelli - Rivisto il 31 ottobre al Teatro Gerolamo -- Recensione di Adelio Rigamonti
LO SCIOPERO DELLE BAMBINE

QUELLE BAMBINE CHE INSEGNARONO AGLI ADULTI A RIBELLARSI
Ci sono storie che la Storia dimentica, forse perché i loro protagonisti sono troppo piccoli per meritare un posto nei libri. Il teatro, per fortuna, ha il vizio di rovistare nelle pieghe della memoria e riportare alla luce ciò che non dovrebbe essere dimenticato. Lo sciopero delle bambine arriva al Gerolamo con la sua carica di ironia e memoria civile.
Milano, 1902: le piscinine, apprendiste sarte dai sei ai tredici anni, incrociano le braccia contro lo sfruttamento. Una rivolta durata cinque giorni, nata dalla consapevolezza che anche la pazienza dei più deboli ha un limite.
A raccontarci questa pagina di storia sono due piccioni, osservatori privilegiati delle miserie umane. Dall'alto guardano la città con un'ironia che evita la commemorazione edificante e lascia che il sorriso apra la strada all'indignazione.
Il piacere della serata è affidato soprattutto a Rita Pelusio e Rossana Mola, due attrici di notevole personalità, capaci di fare della comicità un'arte di precisione. Pelusio trascina il gioco con vivacità, gesti calibrati e tempi impeccabili; Mola le risponde con energia, misura e un'efficace capacità di rilancio. Fra le due nasce un'intesa scenica che alimenta il ritmo, alternando provocazioni, complicità e improvvisi cambi di registro. Si ascoltano, si rincorrono, si completano: una coppia che sa far ridere senza perdere di vista la sostanza di ciò che racconta.
La regia di Enrico Messina e la drammaturgia condivisa con Domenico Ferrari e Rita Pelusio trovano nei due pennuti una felice distanza narrativa. Si ride, ma il riso non assolve nessuno. Dietro le vetrine eleganti della Milano di allora c'erano bambine sfruttate e un progresso costruito anche sulla loro fatica.
Uno spettacolo più che opportuno, soprattutto se visto il giorno dopo l'immenso tributo di folla allo sciopero generale partito dal basso. La storia delle piscinine torna così a parlarci senza bisogno di forzare le analogie: ieri come oggi, la protesta nasce quando chi non ha voce decide di farsi sentire. I diritti non piovono dal cielo e la solidarietà non è una concessione.
Pelusio e Mola restituiscono alle piccole sarte la loro dignità senza retorica, ricordandoci che una risata può essere anche un gesto di ribellione. E quei piccioni, alla fine, ci guardano dall'alto: viene da chiedersi chi, fra loro e noi, abbia davvero i piedi per terra.
Adelio Rigamonti
