LA FAME

24.04.2026

"La fame - la parabola dell'uomo che fece tutto per amore" di e con Alberto Fumagalli e con Chiara Liotta in scena al Menotti è il secondo spettacolo  della breve rassegna della compagnia Les Moustaches. Fino al 24 aprile. Recensione di Fabia Caporizzi.

Les Moustaches
Les Moustaches

La fame, una fiaba impietosa che svela la coppia


Scritto e interpretato da Alberto Fumagalli insieme a Chiara Liotta, La Fame si presenta come una fiaba nera stratificata, che usa deformazione, eccesso e grottesco come strumenti di verità. La fame non è semplice metafora ma principio che struttura il mondo, lo riduce all'essenziale e lo rivela. È un teatro che non addolcisce il reale ma lo espone, non cerca consenso ma attenzione, generando un'esperienza che continua oltre la scena, lasciando nello spettatore immagini e tensioni persistenti. Sagrestano e Virtuosa abitano una capanna degradata, ridotti a bisogni primari. Antieroi allegorici, attraversano una domanda essenziale: cosa accade quando l'abbondanza si interrompe e si è impreparati alla mancanza? La fame emerge come detonatore morale: non eleva ma espone una regressione che sfocia in violenza e perdita di misura. Il linguaggio, complesso e tagliente, unisce grottesco e tragico senza offrire consolazione: resta una condizione umana lasciata al vuoto, incapace di interpretarlo. Nemmeno l'ironia sembra offrire un registro salvifico. Alla fine è un ritratto spietato di una contemporaneità assuefatta al pieno e incapace di agire nella mancanza. La scena rafforza questa tensione: il costume rosso di Virtuosa cresce fino a occupare lo spazio, mentre lei, asse immobile, domina Sagrestano, inquieto e orbitante. Nel loro baldacchino prende forma l'illusione di una gravidanza: lui la trasforma in promessa di riscatto, ma quando la verità emerge reagisce con violenza. Da lì la menzogna diventa sopravvivenza: Virtuosa si espande, Sagrestano si consuma fino a morire nell'illusione. La relazione si rovescia in una dinamica ambigua di controllo e fragilità. La Fame non risolve, espone. E proprio in questa esposizione restituisce un'immagine dell'umano che non consola, ma costringe a interrogarsi. I Les Moustaches mostrano una voce riconoscibile, capace di restituire la complessità del presente attraverso forme primitive e incisive, come una fiaba che chiede di essere riascoltata per coglierne nuovi frammenti di senso, tra poesia e crudeltà.

Fabia Caporizzi

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