APPUNTI PER IL FUTURO
"Appunti per il futuro" un progeto di e con Elena Arvigo - prima nazionale all'Out Off fino al 1° febbraio - Visto il 13 gennaio - recensione a cura di Adelio Rigamonti.

IL TEATRO COME ATTO NECESSARIO
"Appunti per il futuro", visto all'Out Off, è uno di quegli spettacoli che non cercano di "dire" il mondo ma di ascoltarlo mentre si frantuma.
L'ottima Elena Arvigo si muove in una zona di confine: tra teatro e testimonianza, tra parola incarnata e silenzio responsabile. Non interpreta, non rappresenta: si fa tramite.
La scena un interno scarnificato è come deve essere quando la materia è il reale che ha già conosciuto l'orrore e la disillusione. Ogni gesto è ridotto all'essenziale, ogni inflessione della voce sembra chiedere il permesso di esistere.
Il testo che è ricavato da scritti di Svetlana Alexievich, premio Nobel per la Letteratura, non è un omaggio colto né una citazione ornamentale. È una presa di posizione etica. Come l'autrice bielorussa, Arvigo lavora sull'oralità ferita, sulla polifonia delle vite minime, su quel coro sommesso che la Storia tende a cancellare. «Io non scrivo la storia degli eventi, ma la storia delle anime», dice Alexievich: ed è precisamente lì che lo spettacolo si colloca. Nella zona fragile in cui la memoria non è ancora racconto, ma tremore, esitazione, resistenza.
All'Out Off — spazio che da sempre accoglie il teatro come atto necessario e non decorativo — "Appunti per il futuro" si impone con una sobrietà che è anche una forma di coraggio. Non consola, non assolve, non semplifica. Chiede allo spettatore una responsabilità: quella di restare, di ascoltare fino in fondo, di portare con sé quei frammenti di voce come un'eredità scomoda ma vitale. È un teatro che non promette salvezza, ma consapevolezza. E oggi, forse, è già molto.
Adelio Rigamonti
Forse sarebbe necessario un foglio di sala se non altro per citare anche i titoli dei brani musicali decisamente suggestivi e belli. Poiché la stessa Arvigo ha detto di considerare le prima replica alla stregua di una prova generale aperta forse sarebbe il caso di dare più luce alle scritte proiettate sul fondo con i titoli dei brani letti. (a.r.)
