A NOCE

22.05.2026

A Noce di e con Barbara Apuzzo - Visto al Teatro della Cooperativa il 19 maggio, in scena fino al 24 maggio - Recensione di Claudia Pinelli

Barbara Apuzzo
Barbara Apuzzo

TRA UNA RISATA E UNA PUNTA DI COMMOZIONE


Barbara Apuzzo abbiamo già potuto ammirarla al Teatro della Cooperativa a fianco di Renato Sarti in "Ausmerzen, vite indegne di essere vissute", di Marco Paolini dove ha riscosso un grande successo. Qui è sola sul palco, a muoversi con il suo triciclo e a tenere la scena, cosa che le riesce davvero bene perchè è brava, intensa, ironica, riesce a dare il giusto ritmo interpretativo, a fare le giuste pause, anche a intrattenere quando le cose non vanno come dovrebbero, ad esempio una noce il cui guscio non cede immediatamente. Bravissima in questo spettacolo nel mettere a nudo i suoi primi 25 di vita, ora che di anni ne ha un po' di più e ancora tante cose fatte e da fare e da scoprire. La Apuzzo dalla nascita ha una patologia fisica, l'artrogriposi. Lei con autoironia si definisce un Pappicio, il bruco della noce, disegnato con un aspetto molto simpatico da Stefano Mura, autore del fumetto tratto dall'opera e pubblicato da Sensibili alle Foglie, che è rinchiuso nel guscio che lo protegge, ma solo quando riuscirà a scalfirlo potrà diventare altro, una farfalla, vivere una vita diversa. Così Barbara per scegliere la sua vita, ha dovuto affrontare il troppo amore che può soffocare e il pregiudizio che castra, ha dovuto avere il coraggio di rompere il guscio protettivo, mettersi alla prova facendosi anche male, rialzandosi, uscendo dal carcere del suo corpo e da chi diventa "carceriere" per proteggerla. Con spirito e ironia la Apuzzo coinvolge nella sua realtà, senza compatimento, porta alla risata e alla consapevezza che nulla è semplice, ma niente è impossibile neanche superare il pregiudizio. E tra una risata e una punta di commozione l'applauso è scrosciante.


Claudia Pinelli

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