UN SOGNO A ISTANBUL

28.02.2026

Un sogno a Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna". Testo e regia di Alberto Bassetti. Da La cotogna di Istanbul di Paolo Rumiz. Con Maddalena Crippa Maximilian Nisi Mario Incudine Adriano Giraldi. Fino 1° marzo al Teatro Menotti. Visto il 27 febbraio, recensione di Claudia Pinelli

Il cast di Un sogno a Istanbul
Il cast di Un sogno a Istanbul

DOVE IL CANTO CONDUCE, DOVE LA STORIA SI COMPIE


Ispirato a un meraviglioso libro ballata di Paolo Rumiz, Un sogno a Istanbul di Alberto Bassetti porta in scena una intensa storia d'amore, ma anche la storia dolorosa e recente della guerra in Bosnia, 1991, dove Maša, musulmana, "viso da tartara, femori lunghi, occhi come grani di uva nera" vive lo strazio di una comunità che subisce la rottura in etnie e religioni, le divisioni imposte, gli amori negati e contrastati, gli allontanamenti forzati, i distacchi familiari in nome di una purezza e supremazia degli uni sugli altri. Di lei si innamora durante un temporaneo trasferimento a Sarajevo nel 1997 Max, Maximilian Nisi, ingegnere austriaco. La storia della donna gli entra nell'anima, come quella canzone bosniaca "Žute dunje", La cotogna di Istanbul, che lei gli canta. "Cantò nella sua lingua la struggente / tristezza dei distacchi che i balcanici / adorano ogni tanto condividere / con chi accetta di bere assieme a loro. / C'era un lamento, spesso ripetuto, / nella canzone, ed era lo stesso / che lui aveva sentito anni prima / sotto le muraglie di Diyarbakir...". Quando si rivedranno e potranno amarsi davvero saranno passati tre anni dal loro primo incontro, ci sarà la possibilità di illudersi, ci saranno i Balcani, e Vienna, Budapest e il Danubio, ma soprattutto Sarajevo, in un viaggio di speranza, di amore, di rinascita, ci sarà una fine da raccontare e che dovrà essere conservata come il ricordo di lei, come quell'urna che l'amico tiene stretta prima di lasciare le ceneri nel vento.
Sul palco una bravissima Maddalena Crippa che con scuola traccia i tratti della protagonista, con una poliedricità ammirevole, Mario Incudine bravissimo polistrumentista e cantante oltre che attore, il già citato e bravo Maximilian Nisi, e Adriano Giraldi, che con una bella sinergia fanno immergere in un racconto poetico e dolente. La regia di Alberto Bassetti appare un po' trattenuta quasi a non voler far deflagrare la potenza del testo, con una scenografia essenziale con sfondo crepato.
Uno spettacolo recitato e cantato che è un'immersione in una storia d'amore, interpretato da attori che riescono a dare il giusto ritmo e una coinvolgente sonorità a questa ballata moderna dove il suono di lingue diverse si mescola, dove il canto conduce, dove la storia si compie. Da vedere.


Claudia Pinelli