SCAPPATI DI CASA
SCAPPATI DI CASA di Cinzia Berni e Guido Polito - regia di Nicola Pistoia - con Giancarlo Fares, Andrea Catarinozzi, Valerio Giombetti e Stefano Tomassini - visto al Teatro i Martinitt il 5 febbraio - recensione Fabia Caporizzi

IL RITORNO DEI CASALINGHI DISPERATI
Scappati di casa – Il ritorno dei casalinghi disperati - segna un ritorno riuscito, con interpreti visibilmente più maturi. Cinzia Berni e Guido Polito riprendono i personaggi del primo spettacolo e li rimettono in gioco con una scrittura che conserva la leggerezza della commedia, ma scava con maggiore consapevolezza nelle fragilità maschili. La vicenda prende avvio da un'assenza: la misteriosa scomparsa di Silvana, moglie di Attilio. Attorno a questo vuoto si ricompone un'amicizia antica, fatta di complicità, rancori mai risolti e affetti sgangherati. Quella che dovrebbe essere una semplice serata tra amici, tra qualcosa da mangiare e molto da bere, si trasforma rapidamente in una convivenza forzata. Complice l'alcol e una serie di rivelazioni inattese, la notte si prolunga ben oltre le intenzioni iniziali, diventando il terreno ideale per gag, confessioni e tensioni che esplodono con efficacia comica. Il ritmo è ben architettato, sostenuto da dialoghi brillanti che spesso sfiorano il grottesco. La comicità nasce dalla quotidianità: dalla gestione domestica, dalle difficoltà economiche, dall'incapacità emotiva di uomini che si scoprono soli e impreparati alla vita non meno di quanto lo fossero anni prima. La regia di Nicola Pistoia accompagna con misura il lavoro degli attori, lasciando spazio alla coralità e valorizzando il ritmo del testo. Giancarlo Fares, Andrea Catarinozzi, Valerio Giombetti e Stefano Tomassini formano un quartetto affiatato, generoso, capace di muoversi con naturalezza tra comicità fisica, battuta fulminante e momenti più intimi. Pur essendo una commedia tutta al maschile, lo spettacolo è costantemente attraversato dalla presenza femminile, evocata, desiderata o temuta: un'assenza che diventa motore narrativo e specchio delle insicurezze dei protagonisti. I caratteri sono disegnati con chiarezza: c'è chi non smette di recriminare contro l'ex moglie, chi rivendica serenamente la propria identità gay, chi ostenta un'ironia da seduttore di borgata alle prese con una relazione con una donna matura. Scappati di casa è uno spettacolo leggero, capace di far ridere e, a tratti, riflettere. Riprende il mondo caotico di Casalinghi Disperati e lo fa invecchiare: gli stessi uomini, con più passato sulle spalle, più rimpianti e più silenzi. Se il primo capitolo era la commedia della sopravvivenza, questo sequel è la commedia della resa dei conti emotiva, raccontata con ironia, umanità e sincera tenerezza.
Fabia Caporizzi
