RESTO QUI
"Resto qui" di Marco Balzano - Adattamento e Regia Francesco Niccolini - Con Arianna Scommegna e Mattia Fabris - Al Piccolo Teatro Studio Melato fino al15 marzo 2026. Visto il 7 marzo. Recensione di Claudia Pinelli.

SCELTE DRAMMATICHE DI PERSONE SEMPLICI
Curon, terra di confine tra Austria e Svizzera. Gli abitanti sono di lingua tedesca in quel lembo di terra della Val Venosta attribuito all'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Durante il fascismo la popolazione subì l'italianizzazione forzata, la proibizione di usare la propria lingua, la discriminizzazione nei posti di lavoro, e, non ultima, la progettazione di una diga che nel dopoguerra verrà portata a compimento sommergendo il paese di cui rimarrà visibile solo la punta del campanile della chiesa. Un'opera inutile che disperse una comunità che ha resistito fino allo stremo. "Resto qui" è un racconto di resilienza, di amore per la propria terra, di identità, che vede protagonisti la maestra elementare del paese, Trina, a cui dà voce Arianna Scommegna, che è la memoria di quello che è stato in una narrazione che scorre a ritroso, rivolta a quella figlia, allontanatasi durante la guerra, che non rivedrà più, e Erich, Mattia Fabris, suo marito, allevatore e agricoltore, fortemente legato alle sue origini. La guerra, il fascismo, il nazismo, le scelte che persone semplici sono costrette a fare, vengono raccontate da loro, dai loro diversi punti di vista, fino alla sconfitta finale quando sembra che il peggio sia passato. In un allestimento teatrale con poche asperità disseminate sul palcoscenico e sullo sfondo la proiezione di quello che resta di Curon, la messa in scena è un racconto teatrale, con una staticità che suggerisce il profondo senso di solitudine dei protagonisti, ma che estrapolando parti del bel lavoro di Marco Balzano sacrifica momenti significativi del libro probabilmente nell'esigenza di contenere il tempo dello spettacolo perdendo un po' del pathos, dolente e forte, dell'opera originaria. Comunque rimane un allestimento significativo su una pagina di storia da troppi dimenticata.
Claudia Pinelli
