RECENSIONE/TEATRO FILODRAMMATICI (b)

26.01.2022

Recensione di Stato interessante scritto e diretto da Bruno Fornasari visto il 22 gennaio, a cura di Adelio Rigamonti

UNA GRANDE INTUIZIONE PARADOSSALE ILLUSTRA LA COMPLESSITÀ DELL'OGGI

Una commedia, dai risvolti drammatici e soprattutto violenti, ha aperto il 2022 del Teatro Filodrammatici. Il lavoro on il quale il Teatro ha schiuso il sipario su quest'anno che si presenta fin dagli inzi incerto, non solo per il teatro e la cultura in genere, è Stato interessante di Bruno Fornasari, che ha curato anche un'attenta e al contempo disinvolta regia.

È piéce paradossale dove tutto gira attorno proprio alle incertezze che sottendono la nostra vita turbata certo dalla pandemia, ma anche dal disquilibrio sociale e politico già precedente e ora complicato, ammalo rato forse sarebbe il termine più esatto, dal Covid 19.

Tutto è scatenato dal miracolo di un uomo rimasto misteriosamente incinto. Si tratta di un manager che per tentare di risolvere, ma soprattutto la stupefacente anomalia, trasferisce le propria attività, con tanto di scrivania, telefono e scartoffie, in un bagno maschile ben disegnato, immediato, da Fabrizio Visconti. Rifugiati con lui nel bagno vi sono due uomini politici, uno di maggioranza e uno di minoranza, legati da vecchie amicizie degenerate in incomprensioni che non tardano ad affiorare. Obiettivo di tutti e tre gli uomini è tenere celata la paradossale anomalia fino al termine dell'inquietante gravidanza.

Mentre l'attesa si fa sempre più ansiosa e i tre comprendono come sia impossibile uscire da quel terribile impaccio cresce il nervosismo. Il confronto si trasforma ben presto in scontro: anche episodi banali o trascurabili avvenuti molti anni addietro servono ad alimentare la tensione e la violenza, anche fisica, riporta senza mediazioni al gioco della politica attuale e di certa verbosità maleducata di Facebook e compagnia che quotidianamente emerge e logora.

In un lavoro in cui le citazioni sono frequenti e palesi, Beckett su tutti, i tre personaggi in scena non dialogano mai realmente e quelle poche volte che si ascoltano fingono di ascoltarsi. Ogni abbozzo di dialogo finisce con lo scazzottarsi a vicenda.

Il testo di Fornasari rivolge al pubblico domande, alle quale è praticamente impossibile dare risposta, sulla difficile dimensione dell'uomo, se per di più maschio, nell'oggi ingarbugliato e sempre più violento. Un testo decisamente piacevole, colto che, a mio avviso, segna, per ora, l'apice più maturo della creatività drammaturgica dell'autore/regista veneto.

Gli interpreti di questo spettacolo, più del paradosso che dell'assurdo. Sono gli affiatatissimi Tommaso Amadio (il politico d'opposizione), Emanuele Arrigazzi (l'uomo di govero) e Umberto Terruso (il manager incinto). Tutto tra loro funziona perfettamente grazie al loro ntevole talento naturale e alla regia precisa di Fornasari. Da vedere.

Adelio Rigamonti