RECENSIONE/TEATRO DELLA COOPERATIVA (tdc1)

26.04.2022

BARTLEBY, recensione di Claudia Pinelli del novembre 2018

PREFERIREI DI NO

Al Teatro della Cooperativa ritorna Bartleby, un adattamento dal racconto di Herman Melville, qui nella traduzione di Luca Radaelli in scena anche come attore nel ruolo dell'Avvocato, datore di lavoro di Bartleby il giovane scrivano (interpretato da Gabriele Vollaro) che alle richieste di prestazioni lavorative che non considera o desidera essere di sua competenza risponde "Preferirei di no".
Luca Radaelli riempie il palco, dalla scarna ma efficace scenografia, e nei panni del datore di lavoro già insofferente verso le particolarità caratteriali degli altri collaboratori, a cui dà voce lo stesso attore, ( "Tacchino", che da uomo compito la mattina si trasforma nel pomeriggio in un essere rubizzo e confusionario, "Chela" dal temperamento aggressivo e "Zenzero" ragazzo di bottega il cui compito principale è rifornire di dolci allo zenzero il personale) racconta lo sconvolgimento che l'assunzione del giovane, resasi necessaria dalla quantità di lavoro, ha comportato nel ménage dell'ufficio.
C'è la costernazione e l'irritazione verso l'atteggiamento del giovane, che all'inizio si limita a trascrivere respingendo con un atteggiamento remissivo e distaccato qualsiasi altra richiesta, ma che diventa compassione man mano che il giovane scivola in una passività sempre più accentuata, erigendo un muro emozionale che non permette varchi. Lo spirito religioso prende il sopravvento sulla voglia prima di rivalsa poi di distacco verso il destino di Bartleby, un destino di solitudine e chiusura che non avrà uscita ma che non lascerà indifferenza.
Con la sapiente regia di Renato Sarti, i cambi di ritmo e prospettive sottolineano con efficacia i cambiamenti emotivi e gli stati d'animo contrastanti e il volgere della voce narrante a una "pietas" non scontata.

Claudia Pinelli