MIRANDOLINA

15.03.2026

Mirandolina di Marina CarrRegia Caitríona McLaughlin Con Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Gaja Masciale, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich, Sandra Toffolatti In scena al Teatro dell'Elfo fino al 15 marzo 2026. Visto il 12 marzo Recensione di Claudia Pinelli.


Alex Cendron
Alex Cendron

UNA DRAMMATURGIA MODERNA E INTRIGANTE

Mantiene la struttura della commedia, anche se dark, questa opera contemporanea della drammaturga irlandese Marina Carr portata sulle scene dalla regista McLaughlin con una corposa compagnia di attori. Prendendo ispirazione da La Locandiera di Goldoni, la protagonista, Mirandolina, Gaja Masciale, è una giovane donna che si ritrova a gestire a Dublino, insieme al fratellastro, il ristorante di famiglia ereditato alla morte del padre. Vorrebbe decidere della propria vita, finire l'Università, ma si trova bloccata in un ruolo non scelto, immersa in un mondo maschile -sia gli avventori del locale che la corteggiano con insistenza che il fratello adottivo che la concupisce- che non accetta la sua indipendenza, a cui cerca di tenere testa con modalità che spaziano dall'ironia, alla sfrontatezza e anche mettendo in atto uno sfidante gioco seduttivo nei confronti del più misantropo. Non basterà. Con un bel gioco di luci che creano suggestioni, emerge la condizione del femminile che affronta la difficoltà dell'appartenenza di genere, con un mondo maschile predatorio, insistente, che non demorde di fronte ai dinieghi, con figure, fantasmi di un passato, che appaiono nella loro condizione non terrena a mettere insieme tasselli che riportano all'oggi. In un contesto in cui i toni si fanno sempre più accesi si arriva al più tragico degli epiloghi, extrema ratio del maschio, la morte imposta. La commedia è tragedia, tutto è già scritto mentre l'alcool scorre a fiumi con qualche sniffata di cocaina. Il maschile, stereotipato e sclerotizzato, asseconda il suo essere, la donna è vittima predestinata qualsiasi sia il suo atteggiamento, e in questo spettacolo ne vediamo mutare una gamma. Una drammaturgia moderna, che vuole e riesce a essere intrigante e disturbante e sicuramente non lascia indifferenti.

Claudia Pinelli