I CORPI DI ELISABETH
I corpi di Elizabeth di Ella Hickson - regia Cristina Crippa e Elio De Capitani - con Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini (Cecil) - costumi Ferdinando Bruni - Al Teatro dell'Elfo fino al 15 febbraio 2026. - Visto il 22 gennaio - recensione di Claudia Pinelli

STORIA DI UNA iNGHILTERRA DAL PASSATO INQUIETANTE
I sontuosi e ricercati costumi di Ferdinando Bruni dominano lo spettacolo e immergono nella storia di una Inghilterra dal passato inquietante, in cui le lotte interne per il potere si sono coniugate a matrimoni combinati, discendenze, assassinii, esecuzioni, fedi professate, figli e figlie sacrificati. Elisabetta I assurge al trono lasciando scie di sangue, ma straordinariamente senza sposarsi per ragion di stato come era d'uso e non lasciando discendenti, comandando maschi pronti a tramare, a complottare e a tentare di imporre regole ancestrali di subordinazione femminile. Lei attesta il proprio potere su tutti e su tutte, affermando sè stessa e il proprio volere, emblema di un femminile che interiorizza il maschile. Con rapidi cambi di abiti e parrucche, la scena si anima grazie alla sapiente e non scontata regia di Crippa e De Capitani con le due attrici, la brava Maria Caggianelli Villani e l'intensa e espressiva Elena Russo Arman, che, oltre a impersonare tutti i ruoli femminili, si scambiano il personaggio, in un bel passaggio teatrale, tra la giovane Elizabeth e quella più matura, da principessa a regina, a rappresentare una storia torbida, dove gli uomini, i bravi Enzo Curcurù e Cristian Giammarini, per una volta non sono al centro della scena.
Uno spettacolo importante, in cui ci sono passaggi degni di nota, sia dal punto di vista recitativo, che per una riflessione sulla storia e magari anche sugli investimenti divini alibi e giustificazione di regnanti e popoli "eletti"
Claudia Pinelli
