Guarda le luci amore mio

"Guarda le luci amore mio" di Annie Ernaux
Regia di Michela Cescon
Con Valeria Solarino Silvia Gallerano
Visto il 19 marzo al Teatro Carcano, in scena fino al 22 marzo.
recensione di Claudia Pinelli
Dall'omonimo libro del premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux, "Guarda le luci amore mio" della regista Michela Cescon è uno spettacolo intrigante nella costruzione teatrale che, pur mantenendo la struttura del racconto, è vivacizzato dai movimenti scenici delle due brave attrici oltre che dalla doppia interpretazione.
Un anno all'interno di un supermercato, l'Auchan di Cergy, viene narrato con una scenografia molto ridotta. Sono le parole a far rivivere spazi, merci, persone e classi sociali, luci, casse automatiche o meno in un diario giornaliero, lucido, svelatore, che diventa uno spaccato del mondo, della società, abbagliante di esteriorità, consumistica e capitalista che lucra esponendo in vetrine scintillanti per accattivare.
Ogni tanto arriva la notizia di disgrazie di lavoratori sottopagati in paesi lontani, del crollo di palazzine con operai morti per produrre marchi che risuonano ampiamente nel mondo occidentale, poi passa, l'importante è consumare, invogliare, abbacinare, non pensare.
Le due attrici giocano con lo spazio, lo riempiono con parole e movimenti come fossero entrate in un mondo immaginifico, in realtà sotto gli occhi di tutti, facendo arrivare quello sguardo che evidenzia i particolari, le dinamiche umane e mercantili, svelando le solitudini, ma anche come si venga influenzati dall'esposizione della merce o come si venga indotti a bisogni e desideri da strategie.
Molto brave Silvia Gallerano e Valeria Solarino che come folletti restituiscono un racconto non semplice, riuscendo a renderlo vivace e intrigante anche grazie al bel lavoro registico di Michela Cescon. il titolo "Guarda le luci amore mio", già del libro, rende benissimo l'idea, il senso e il non senso di un contenitore di consumo che abbacina. Nessuno escluso.
Claudia Pinelli
