GLI INNAMORATI

05.02.2026

"Gli innamorati" di Carlo Goldoni - regia di Roberto Valerio . in scena al Teatro Menotti fino all'8 febbraio - visto il 4 febbraio e recensito da Adelio Rigamonti.

Gli innamorati
Gli innamorati

TURBAMENTI D'AMORE: SEMPRE ATTUALI

"Gli innamorati", visti al Teatro Menotti il 4 febbraio, nella regia di Roberto Valerio, restituiscono un Goldoni dichiaratamente trasportato ai nostri tempi, non tanto per aggiornamento formale e lessicale quanto per intenzione. La scelta registica è chiara: leggere il testo come una partitura ancora attiva, capace di parlare di fragilità, dipendenze affettive e incapacità di comunicare che non appartengono solo al Settecento.

Valerio evita ogni tentazione museale. I personaggi si muovono in un tempo riconoscibile, quotidiano, in cui le dinamiche sentimentali assumono contorni familiari allo spettatore contemporaneo. È un'operazione di trasposizione sobria, senza sovrastrutture concettuali, che punta sulla continuità emotiva più che sull'attualizzazione esplicita. Tuttavia questo fa sì che il Goldoni "di oggi" resti spesso più dichiarato che realmente incarnato sulla scena.

La regia privilegia la compostezza, il controllo dei toni, una recitazione che tende alla misura. Quando il ritmo dialogico funziona, il meccanismo goldoniano emerge con chiarezza; quando invece la parola perde tensione, la scena si appiattisce e l'operazione di attualizzazione mostra i suoi limiti.

Sul piano attoriale, il cast offre risultati diseguali ma complessivamente affidabili. Claudio Casadio (Fabrizio) mette in campo un mestiere solido, fatto di ascolto e di precisione, anche se il suo personaggio appare talvolta trattenuto, come se non affondasse del tutto nella nevrosi che Goldoni disegna. Loredana Giordano (Flamminia, nipote vedova di Fabrizio) lavora con finezza emotiva, evitando accenti superflui e trovando nei momenti di maggiore densità una verità misurata ma credibile. Valentina Carli (Eugenia l'innamorata, anche'essa nipote di Fabrizio) è tra le presenze più convincenti: naturale, leggibile, capace di dare al personaggio una consistenza contemporanea senza tradirne la matrice testuale. Leone Tarchiani (Fulgenzio amante di Eugenia) decisamente bravo a portare energia con buona tenuta scenica. Maria Lauria (la cameriera Lisetta) si distingue per chiarezza e rigore. Lorenzo Carpinelli (Roberto, gentiluomo) e Damiano Spitaleri (Tognino, servitore) offrono prove corrette, funzionali al disegno complessivo, mentre Alberto Gandolfo (Ridolfo amico di Fabrizio e Clorinda cognata di Fulgenzio) mostra una presenza interessante anche se, mi è sembrato, ancora in cerca di una piena libertà espressiva.

Nel complesso, "Gli innamorati" si presenta come un tentativo rispettoso e intelligente di portare Goldoni nel presente, senza forzature né ammiccamenti. Un'operazione parzialmente riuscita: si apprezza l'intenzione, si riconosce la serietà del lavoro, ma resta la sensazione che un rischio maggiore avrebbe potuto rendere questo Goldoni non solo attuale, ma necessario.

Adelio Rigamonti