RECENSIONE/TEATRO OUT OFF (too1)

20.05.2022

Recensione di EDOARDO II - TUTTO IL MONDO CONTRO di Marlowe visto il 17 maggo, a cura di Adelio Rigamonti

Foto di Stefano Sgarella
Foto di Stefano Sgarella

MARLOWE ESSENZIALE, FORSE TROPPO, ALL'OUT OFF

Avevo già visto, sempre all'Out Off, Le serve di Genet del giovane Andrea Piazza e avevo avanzato alcuni dubbi sulla regia di quest'ultimo. A pochi mesi di distanza eccolo di nuovo in scena con il capolavoro di Marlowe Edoardo II a cui è stato aggiunto, con qualche non indispensabile ragione, il sottotilo Il mondo intero per nemico. In questo lavoro Piazza accentua in gran misura gli elementi di commistione multimediale già timidamente sperimentati ne Le serve.

Sfrondato di molto tutto è racchiuso in un breve atto unico incentrato esclusivamente sulla difficoltà, da parte del re, suo malgrado, Edoardo II di scegliere tra il dovere istituzionale e il desiderio sessuale. Eletto re, non per sua volontà ma solo perché gli toccava, richiama in patria il suo giovane amante Gaveston intraprendente e un po' gaglioffo di origini contadine, inviso ai Pari ed esiliato dal padre di Edoardo.

I personaggi e la storia sono ridotti all'essenziale impoverendo il testo originale. Se Piazza ritiene necessario e urgente di ridurre tutto all'essenziale per disegnare relazioni profondamente intricate e pericolose indagando lo scontro intimo tra potere e amore, tutto questo va a concludersi con l'eliminazione di alcuni personaggi cardine della tragedia. Kent, fratello di Edoardo, è uno dei personaggi più importanti dell'intero capolavoro di Marlow, sempre in turbato equilibrio tra la difesa del regno e l'amore di fratello. Spiace questa eliminazione e poco si comprende di disegnare come saffico il rapporto tra la regina Isabella e Mortimer il capo dei Pari avverso al re per il rapporto con Gaveston.

Se Piazza riduce all'essenziale trama e personaggi aumenta, forse a dismisura, la sua passione per la multimedialità. Di paro paro alla recitazione dal vivo in abiti e accessori moderni, le spade che diventano revolver, sul fondo scorre un vero e proprio film diretto da Daniele Zen e montato da Camilla Zali. Nel film, per la grandissima parte muto, recitano in costume i quattro attori. Mi è sembrato un film di maniera, vecchio stile e senza la mano di un Sandro Bolchi a vivificarlo, ciò che poteva essere un tentativo intelligente di sovrapposizione di generi diversi di spettacolo non ha convinto del tutto.

Di tanto in tanto scorrevano proiettati in alto versi originale di Marlowe, già visto con parti del testo di Genet ne Le serve.

Il cast attoriale, composto da Giulia Amato, Fabrizio Calfapietra, Maria Canal ed Emanuele Righi, è decisamente meglio dal vivo che non nel film. Uno dei pregi dello spettacolo deve essere individuato proprio nella recitazione teatrale in cui le due donne Giulia Amato e Maria Canal sono decisamente talentuose e precise nei tempi e nelle movenze ribadendo così il giudizio positivo epresso per le stesse nella recensione de Le serve.

Ad Andrea Piazza occorre lasciare il tempo per crescere, il talento sviluppato in certe intuizioni è evidente e forse occorre consigliargli di lavorare più su quello che propone il testo originale. Per concludere un grazie per il coraggio, non sempre ripagato dall'affluenza di pubblico, del Teatro Out Off che continua a scommettere sui giovani e sul futuro.

Adelio Rigamonti