RECENSIONE/TEATRO I MARTINITT

03.03.2022

Recensione di PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI di Giuseppe Patroni Griffi, visto il 1° marzo, a cura di Adelio Rigamonti

UN GRANDE TESTO PER QUATTRO GRANDI ATTORI 

"Nemmeno i festeggiamenti della notte di San Silvestro impediscono che il travestito Mariacallàs incontri nuovi clienti nella stanza di Violante, una vecchia affittacamere, ex serva in un bordello; tra bottiglie di birra, irrefrenabili proteste di Violante stessa e i fuochi artificiali che a Napoli, assieme al lancio dalle finestre delle "robe" vecchie, salutano l'anno nuovo. Il femminiello si prepara a soddisfare le esigenze (logorroiche oltre che sessuali violente oltre ogni limite) di Fred e Byron, un bianco e un nero" questa la trama, alla maniera di Wikipedia, di Persone naturali e strafottenti, un testo duro, crudo, scabroso di Giuseppe Patroni Griffi scritto nel 1973 e che alla sua apparizione sulle scene causò dure reazione da parte dei cosiddetti benpensanti. Credo che anche l'altra sera a Il Martinitt qualcuno abbia avuto da ridire sulla rudezza dello spettacolo. Quindi per far giustizia di mormorii e rimbrotti a mezza voce affermo subito che lo spettacolo diretto in maniera superba da Giancarlo Nicoletti è davvero un grande spettacolo che va assolutamente visto.

Ciò che accade nella stanza di Violante la notte di San Silvestro è scontro senza esclusione di violenze, non solo verbali, tra quattro persone naturali e strafottenti, come magnificamente sottolinea il titolo. Frustrazioni, vite fallimentari e fallite e, per i più giovani, nessuna speranza di futuri significanti e felici si mischiano un'umanità arresa, sconfitta, ma nonostante il cinismo e la rabbia che percorre tutto lo spettacolo rimangono, come ha voluto l'autore, persone naturali, spontanee.

Questo essere naturali, strafottenti e spontanei è esaltato dalla grande interpretazione di quattro attori strepitosi, guidati perfettamente da Giancarlo Nicoletti. Quest'ultimo interpreta Mariacallàs, il femminello, costretto a vivere di espedienti dopo che l'armatore di cui era l'amante (da qui l'accostamento al celebre soprano) è morto dando vita a un personaggio splendido che non sa rinunciare a ricordare il suo passato di donna dell'alta società e continua a mostrare atteggiamenti da gran dama. Un'interpretazione superba.

Accanto a Giancarlo Nicoletti una convincente Violante, l'ex serva di un bordello, col suo cappellino delle giornate di festa, interpretata da una Marisa Laurito, davvero in forma, senza mai costretta a impallidire nei confronti di Puppella di Maggio, la prima grande interprete del persosonaggio. Bravi e convincenti anche gli altri due attori, molto più che comprimari, Giovanni Anzaldo e Livio Beshir. Tutti e quattro riescono a essere naturali ed è proprio questa naturalezza, accompagnata da spontanea sfrontatezza, a essere il codice dominante di uno spettacolo perfetto.

Adelio Rigamonti