RECENSIONE/TEATRO FRANCO PARENTI (SALA GRANDE) (d)

19.03.2022

Recensione de LA CORSA DIETRO IL VENTO da Dino Buzzati, visto il 16 marzo, a cura di Adelio Rigamonti

LA SCRITTURA VISIONARIA DI BUZZATI SUL PALCO DEL PARENTI

A cinquant'anni dalla morte di Buzzati Gioele Dix propone al Parenti un raffinato ed elegante centone di racconti del grande visionario scrittore bellunese. I racconti sono tratti da "Sessanta racconti", "La boutique del mistero" e "Il Colombre". La corsa dietro il vento, dal titolo di uno dei racconti più inquietanti e sospesi di Buzzati, non è una semplice lettura ma un puzzle accurato di racconti drammatizzati completamente o usati da Gioele Dix, anche per l'occasione drammaturgo e regista, solo come spunto per "lanciare" altri racconti o per inserire esperienze del proprio vissuto.

Tutto ha inizio da "La pallottola di carta": Gioele con una sua amica (sul palco la bravissima e talentuosa Valentina Cardinali) passeggia sotto la finestra dello scrittore quando viene colpito da una pallottola di carta che, diversamente dal racconto originale, sarà svoltolata a casa e conterrà numerose brutte copie di racconti. Da qui prende il via un intreccio di misteriosi immaginati o anche vissuti.

Sin dal primo racconto "Una lettera d'amore" (in cui uno scrittore scrive una lettera d'amore a Ornella ma viene continuamente interrotto da telefonate, visite, impegni. Solo a fine giornata può finalmente dedicarsi alla lettera ma a quel punto non ricorda più nulla: né chi sia la persona di cui è innamorato, né chi sia Ornella) si comprende come l'intento di Gioele Dix sia quello di "insaporire" il già di sé sapido e straordinario linguaggio buzzatiano, con battute comiche per attrarre risate dal pubblico. In questo primo episodio l'inserimento del comico è riuscito soprattutto per la bravura della Cardinali, una splendida ed esilarante rompi.

Il volere inserire in tutti i racconti, o quasi, devianze comiche, è un po' il limite di questo spettacolo che non ha bisogno di altro che della lingua di Buzzati per reggere assieme alle misurate e corrette incursioni del vissuto dell'autore/attore.

Se nei racconti "La giacca stregata" e "La ragazza che precipita" la graffiante ironia di Buzzati è esaltata dalla bravura dei due attori (nella "Giacca" Gioele Dix è perfetto), il gusto del comico per ingraziarsi il pubblico limita l'eccezionale bellezza del racconto lugubre e profetico "La canzone di guerra": quel "lalalalà" ripetuto a cantilena prima dei versi cantati dai soldati o la puntualizzazione sulla troncatura di alcuni verbi riducono, a mio parere, l'impatto del, ripeto, profetico testo, soprattutto in questi tempi in cui i venti di guerra soffiano sempre più forti e più vicini. Spettacolo comunque gradevole dove accanto a Gioele Dix dal gran mestiere ho scoperto una giovane e bravissima Valentina Cardinali dotata di naturale grande talento.

Adelio Rigamonti