RECENSIONE/TEATRO FRANCO PARENTI -SALA GRANDE (b)

04.03.2022

Recensione de IL NODO di Johanna Adams, visto il 2 marzo, a cura di Adelio Rigamonti

LA SCUOLA: UN INCLINATO CAMPO DI BATTAGLIA 

"Il nodo non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più" in questo brevissimo periodo tratto dalle note di regia di Serena Sinigaglia vi sta tutto il senso profondodello spettacolo Il nodo della giovane autrice americana Joh nna Adams in scena al Teatro Franco Parenti.

All'apertura del sipario vengono mostrati al pubblico una serie di banchi scolastici singoli su un piano inclinato, più che altro una sezione di sfera: così, l'ottima, come sempre, scenografa Maria Spazzi, ci mostra il luogo dello scontro tra una madre e un'insegnante, segnato dal ticchettio di un metronomo, quasi sempre presente, che indica il tempo concesso al dialogo tra le due donne, in attesa che giunga la preside vigliacca, che mai arrivererà.

Un testo aspro duro in cui la madre, dopo che il figlio è tornato a casa con una sospensione di cinque giorni e sanguinante, vuole comprendere se il suo Gidion sia una vittima o un carnefice. In un tourbillon di reciproche domande le due donne cercano di trovare un senso al loro dolore, ma, soprattutto al loro diverso senso di colpa. Lentamente, con la tensione che aumenta sempre più, si rivela il terribile e definitivo gesto di Gidion.

Il nodo che da il titolo allo spettacolo fa esplicitamente riferimento al nodo gordiano che non può essere sciolto con un taglio netto.

Serena Sinigaglia dirige un allestimento asciutto, ma sempre assai emotivo, e quel piano inclinato, una sorta di sezione di sfera, è un vero e proprio campo di battaglia, dove è quasi simbolicamente difficile reggersi in piedi in un conflitto violento, intessuto di estremo coraggio, che si conclude in un abbraccio per entrambe liberatorio: il nodo agliato.

Arianna Scommegna, interpreta il personaggio dell'insegnante, donna sola, con un gatto che le ha fatto compagnia per lunghissimo tempo morente, gravata dal peso della consapevolezza che nella società attuale l'insegnamento non è più considerato un ruolo fondamentale nell'educazione dei giovanissimi. Una recitazione perfetta nel rendere, in modo quasi impassibile, la sua evidente difficoltà davanit alle domande e alla straziante fine di Gidion, di cui si sente anche responsabile.

Ambra Angioini, forse in una serata non fortunata, si lascia, a mio avviso, andare a eccessiva agitazione motoria e il profondo dolore del suo personaggio rischia di rasentare una non necessaria isteria.

Spettacolo intenso e profondo, da vedere.

Adelio Rigamonti