RECENSIONE/TEATRO FILODRAMMATICI (c)

25.02.2022

Recensione di ARGONAUTI E XANAX di Daniele Vagnozzi, visto il 22 febbraio, a cura di Adelio Rigamonti

TANTO PANICO E POCA SOSTANZA

Gli Argonauti guidati da Giasone furono i protagonisti di una delle più affascinanti narrazioni della Grecia mitologica: a bordo della nave Argo navigarono fino alla Colchide per riconquistare il vello d'oro. Oggi però - come si legge nel comunicato stampa del Teatro Filodrammatici - i giovani Argonauti sembrano non salpare mai, intrappolati dalle mura dell'ansia e degli attacchi di panico.

Lo spettacolo Argonauti e Xanax, scritto e diretto da Daniele Vagnozzi, nasce da un progetto sociale che ha coinvolto due classi del Liceo Statale Carlo Porta di Monza in una successione di incontri con le psicologhe dell'Associazione "Jonas Monza Brianza". Negli incontri a scuola è stato anche chiesto quali fossero le azioni con cui ciascuno di loro riusciva a gestire i propri stati di agitazione e le risposte sono diventate una composizione drammaturgica che poi è diventato lo spettacolo vero e proprio.

Lo spettacolo ha come protagonista Marco, interpretato da Edoardo Barbone, un giovane appena diplomato, con l'idea in testa di diventare scrittore e che decide di lasciare tutti i compagni di classe per il viaggio della vita in Perù. Un viaggio che si conclude frettolosamente con un precipitoso ritorno a casa dove, preso dal panico di non essere in grado di realizzare il suo sogno, si chiude in casa rifiutando l'aiuto di tutti i suoi ex compagni di scuola e amici. Il rifiuto degli altri continua - riprendendo il comunicato stampa del teatro -fino all'arrivo di Sara (interpretata da Valentina Sicchetti che ha sostituito all'ultimo momento l'indisposta Denise Brambillasca), l'unica che riuscirà a mostrargli una possibile quanto pericolosa via di fuga. In un vortice di amore e patologia, tra Xanax ed alcool, i due rischieranno la vita costringendo gli altri a un ultimo e disperato salvataggio.

Al di là della bravura e del talento di tutti gli attori della Compagnia Caterpillar (Edoardo Barbone/Marco, Gaia Carmagnani/Cecilia, Eugenio Fea/Jack, Luigi Aquilino/Andre, Ilaria Longo/Vanda, Pietro De Nova/Teo e Valentina Sicchetti/Sara) tutti giovanissimi diplomati prima della pandemia all'Accademia dei Filodrammatici, resta non molto da sottolineare.

Testo e regia sono di Daniele Vagnozzi. Il testo conosce alcuni intoppi nel procedere drammaturgico, il tutto aggravato da una regia un po' pasticciona e ballerina, che pare sia continuamente in cerca di codici definiti e stabili che non si evidenziano. Al di là dello scarso scavo introspettivo dei singoli personaggi che risulta non profondo, ciò che spiace maggiormente è il non sfruttare appieno il talento di tutti i giovanissimi interpreti. Auguro di rincontrare ben presto un Vagnozzi più preciso e presente. La giovane età gli permetterà certo di crescere e compiersi: non un augurio, ma una certezza.

Adelio Rigamonti