RECENSIONE/TEATRO ELFO PUCCINI(Sala Shakespeare)

26.04.2022

Recensione de LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE, scritta da Adelio Rigamonti per la stagione 18/19

QUANDO SUL PALCO SI INCONTRANO CON SUCCESSO LINGUAGGI DIVERSI

[---] Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è davvero esempio di teatro ben confezionato, riuscito e appagante. La pièce è tratta dal romanzo best-seller di Mark Haddon nella riscrittura per il palcoscenico di Simon Stephens e nella felice versione italiana di Emanuele Aldrovandi ed è diretta da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.

Benché la storia rappresentata abbia decisamente una gran forza e muova decisamente al coinvolgimento empatico del pubblico di qualsiasi età mi avvalgo, in queste pagine, di quanto contenuto nel foglio di sala per dare qualche cenno alla trama e al contenuto, niente di più. Questo perché, al di là del testo decisamente importante, lo spettacolo merita di essere recensito e apprezzato anche per quanto riguarda l'ottimo allestimento.

Se si ritiene che il teatro sia un interloquire continuo tra linguaggi diversi che si supportino l'un l'altro con le proprie specificità, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è decisamente teatro a partire dalle scene di Andrea Taddei, tre grandi tele inclinate, un per lato del palco, su cui scorrono i video di Francesco Frongia ricchi di splendidi disegni di Ferdinando Bruni. Un libro animato le cui pagine avvolgono gli attori e supportano con efficacia, quando non ampliano, il recitato, il narrato. Di tale libro animato molte le pagine, le sottostorie, che rimarranno impresse nello spettatore, ne cito una per tutte: la caccia al topo domestico Toby, inseparabile compagno del protagonista Christopher che lo salva da morte sicura inseguendolo sui binari della metropolitana londinese mentre si stanno avvicinando i treni.

Piacciono e convincono la musiche originali di Teho Teardo che accompagnano e sorreggono con leggerezza a lungo lo spettacolo.

Convincono molto i movimenti scenici accuratamente disegnati da Riccardo Olivier e Chaira Ameglio che muovono i buffi e strambi personaggi che popolano le indagini di Christopher.

Della regia perfetta e sovente geniale, conoscendo le eccellenti prove di passati lontani e recenti della coppia Bruni - De Capitani, è quasi superfluo parlare se non per sottolineare che Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte unitamente al doppio Afghanistan hanno, a mio parere, l'Elfo al top delle scene teatrali milanesi.

Perfetto nei tempi e nei movimenti tutto il cast attoriale composto da Davide Lorino, Alice Redini, Elena Russo Arman, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci e Debora Zuin.

Christopher è interpretato da un eccellente Daniele Fedeli, giovane attore ma assolutamente talentuoso interpreta alla perfezione il ruolo del ragazzo affetto dalla Sindrome di Asperger, perfetto nella gestualità tipica e caratteristica degli autistici e sempre attento a non cadere nella raffigurazione macchiettistica.

A vedere lo spettacolo mi ha accompagnato un'educatrice che quotidianamente affianca bambini autistici più o meno gravi in alcune scuole, elementari e medie, di Milano e che è rimasta colpita dall'esattezza dei movimenti e dei gesti di Daniele Fedeli e si è particolarmente commossa per la spettacolare crisi che coglie Christopher quando ritrova le lettere della madre, una crisi del tutto realistica, una delle tante crisi che si trova spesso ad affrontare come educatrice.

Spettacolo per bellezza del testo e raffinata realizzazione senz'altro da non perdere. 

Adelio Rigamonti