RECENSIONE/TEATRO DELLA COOPERATIVA (e)

10.03.2022

Recensione de Mai morti: VOGLIA ASSASSINA DI MORTE, di Adelio Rigamonti scritta quando lo spettacolo fu in scena alla Sala Bausch del'Elfo

VOGLIA ASSASSINA DI MORTE

Una nera fascistissima voglia assassina e perversa di morte è presente in ogni battuta di Mai morti, l'inquietante monologo scritto da Renato Sarti e interpretato da Bebo Storti, in scena alla Sala Bausch dell'Elfo. Mai morti è spettacolo cult del Teatro della Cooperativa, che dal 2003 è lì a dipanarci un viaggio nella violenza e nell'odio razziale e politico. Un viaggio per nulla cronologico che ha per insana guida le memorie e le violente intenzioni di tornare a dettar legge di un vecchio fascista che, superati i limiti fisici dell'uomo, diventa l'emblema di un'ideologia perversa che non smette tutt'oggi di germogliare e alzare orgogliosamente il capo.

Ho visto più volte lo spettacolo e mi è evidente come nella scrittura e nella stesura di Renato Sarti lo spettacolo non è mai chiuso e forse, purtroppo, non lo sarà mai, perché i tentativi di un ritorno alle violenze di regime nuovamente violento e razzista sono testimoniati anche nella nostra quotidianità attuale. Mai morti ripercorre, non seguendo come detto una linea cronologica, più di ottant'anni di storia italiana dalle stragi di africani, ebrei, rom con tanto di corollario di documenti che puntualizzano crudeli torture alle vittime, al dopoguerra, dagli anni Settanta con lo stragismo fascista ai fatti del G8 di Genova, con dentro le sue vittime innocenti dai morti della Banca a Pinelli, a Carlo Giuliani.

Lo spettacolo che stigmatizza l'abiezione fascista, un mix pericoloso di ignoranza e pregiudizi, ci induce a far attenzione e resistere alle tante forze xenofobe di nuovo operanti in Europa e qui da noi.

Al mai morto fascista dà voce, corpo e sostanza Bebo Storti, da sempre forza e presenza emblematica dello spettacolo di Renato Sarti.

Adelio Rigamonti