RECENSIONE/TEATRO CARCANO (d)

11.04.2022

Recensione di SE NON POSSO BALLARE... NON È LA MIA RIVOLUZIONE, vista l'8 aprile, a cura di Adelio Rigamonti

UNO SPETTACOLO CHE PONE UNA DOMANDA INQUIETANTE AL MASCHIO

Se non posso ballare non è la mia rivoluzione, frase pronunciata da Emma Goldman, anarchica e femminista ante litteram, è il titolo dell'elegante e coinvolgente spettacolo che Lella Costa presenta sulle tavole del Teatro Carcano. Lo spettacolo è ispirato a Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini. Il progetto drammaturgico è di Serena Sinigaglia che ha curato anche la regia offrendo uno spettacolo in cui rivendicazione, denuncia e provocazione non si dissociano mai dalla leggerezza e dall'ironia.

Con un semplice agitar di gonne Lella Costa invita alla danza le moltissime donne "valorose", senza una collocazione cronologica e passando con vigorosa leggerezza da combattenti, a scienziate, ad attrici o cantanti. Da questo ampio spaziare tra luoghi e tempi e "importanze" tra un ammiccamento e una battuta divertente, magari anche al vetriolo, mi piace fare il nome di Alfonsina Strada, l'unica femmina ad aver partecipato a un Giro d'Italia per maschi nel 1924 e che mio nonno gran suiveur di Giri citava spesso nelle sue narrazioni domestiche, quasi un'appartenenza al mio lessico familiare. Molte delle "valorose" sono ignorate dai più anche perché conosciute nei libri di storia, quando ci sono, col nome del marito. Chi conosce Maria Sklodowska? La prima donna a essere insignita del premio Nobel, anzi due volte: prima per la fisica e poi per la chimica; credo siano in pochi davvero a ricordare così Madame Curie.

Lo spettacolo, come già detto, ironico ed elegante lascia non solo la curiosità di quante altre donne potrebbero essere aggiunte a questo elenco ma anche una domanda che deve inquietare il genere maschile: cosa c'è alla radice della volontà di lasciare nell'oblio ciò che di importante, unico e buono veniva fatto dalle donne.

Una Lella Costa straordinaria nei cambi di voce, nei guizzi e nelle pause porge l'elegante catalogo con ritmi scenici perfetti. Da vedere perché oltre tutto è uno spettacolo riuscitissimo.

Adelio Rigamonti