RECENSIONE/ PICCOLO TEATRO GRASSI (b)

04.03.2022

Recensione di HEICHMANN di Stefano Massini, visto il 1° marzo, a cura di Maurizia Lovetti

LA BANALITÀ DEL MALE

Due personaggi: Adolf Eichmann, gerarca nazista, colui che ideò e organizzò la "soluzione finale" che portò alla morte sei milioni di ebrei e Hannah Arendt, filosofa ebrea che ha indagato l'origine del male nell'animo umano chiedendosi se una persona può fare del male senza essere malvagia si incontrano e si scontrano in un dialogo potente e serrato dove alle domande della Arendt sul percorso cronologico e motivazionale di Eichmann questi risponde adducendo ragioni a volte così mediocri da far dubitare della loro sincerità.

La rigorosa regia di Mauro Avogadro e l'interpretazione di Paolo Pierobon (Eichmann) e Ottavia Piccolo (Arendt) - bravissimi - non permettono alla tensione drammaturgica di calare un attimo durante l'intero spettacolo e conducono così l'opera di Stefano Massini alla sua essenza: la banaliltà del male.

Maurizia Lovetti