RECENSIONE/TEATRO LINGUAGGICREATIVI

10.02.2022

Recensione di IL BUIO NON È TENERO di e con Silvia Pallotti e Tommaso Russi visto il 4 febbraio, a cura di Adelio Rigamonti

IL BUIO CHE IMPAURISCE

Il buio non è tenero visto al Teatro Linguaggicreativi il 4 febbraio è uno spettacolo de Il turno di notte scritto, diretto e recitato da Silvia Pallotti e Tommaso Russi.

Il buio senza tenerezze del titolo avvolge una coppia che, dopo aver sognato realtà e futuri importanti, è alle prese con una realtà concretamente cruda e respingente. In tale situazione ogni lavoro va bene solo per sopravvivere in un avvilente precariato continuo. Un precariato giovanile, che da anni è diventato una sorta di status generazionale soffertamente condiviso da moltissimi. L'avere paura del buio, ben espresso nel finale della pièce, quando un black out improvviso piomba su tutto il quartiere dove vivono i due giovani, non è altro che la difficoltà di diventare adulti in una società dove il futuro è dominato dall'incertezza.

Dopo una presentazione del lavoro, a mio avviso non indispensabile, inizia uno spettacolo caratterizzato quasi sempre da un linguaggio fresco giovanile in cui sogni e delusioni si alternano in una scena di Marianna Cavallotti, povera, fatta di poco o nulla, essenziale e utile a supportare il testo e la drammaturgia.

Una drammaturgia che conosce molti alti e qualche ristagno qua e là. Dopo un inizio coinvolgente dove i due protagonisti, distanti tra loro, si rubano addirittura parole e concetti per esporre il proprio disagio nel trovare lavori veri e retribuiti, si assiste a uno dei momenti forse più interessanti, benché divertente, e cioè quando i due, in una pausa dell'eterno colloquio per un lavoro "normale", si ritrovano chiusi in un bagno, la porta sprangata: due sconosciuti accomunati nella sfiga di essere giovani.

Va da sé che i giovani andranno, dopo qualche tempo, a convivere.

Un episodio decisamente divertente e pertinente è rappresentato da una venditrice di delusioni/insuccessi, perché più grandi sono quest'ultimi e più sarà incentivata la voglia di reagire, la voglia di ottenere successi. Toccante anche il doppio ricordo dei genitori colti in momenti di sconforto, di fallimento.

Non del tutto comprensibile la necessità di inserire l'episodio di un clochard poeta, che necessita di maggior lavoro e pulizia drammaturgica. Anche la favola sulla fortuna, ben proposta da Silvia Pallotti, mi è parsa superflua al contesto. Da rivedere i movimenti troppo insistiti che ricordano da vicino i gesti ripetuti per ore nelle accademie di teatro.

Più che buona l'interpretazione dei due giovani attori/autori. Tommaso Russi è spigliato e sicuramente generoso e Silvia Pallotti è sicuramente altrettanto spigliata e talentuosa.

Uno spettacolo dignitoso, due giovani attori da seguire con interesse e un solo consiglio: fatevi seguire da un occhio esterno per rimediare a qualche piccolo inconveniente drammaturgico e per ridurre una gestualità a volte sovrabbondante. Comunque bravi.

Adelio Rigamonti