RECENSIONE/TEATRO ELFO PUCCINI (SALA FASSBINDER) (a)

27.02.2022

Recensione de LE FERITE DEL VENTO di Juan Carlos Rubio, visto il 23 febbraio, a cura di Claudia Pinelli

UN ECCEZIONALE COCHI PONZONI

Davide, Matteo Taranto, alla morte del padre Raffaele, un avvocato integerrimo, rigido e autoritario anche e soprattutto nel rapporto con lui, trova un unico elemento anomalo in quel mondo ordinatissimo e catalogato che il padre ha lasciato, uno scrigno chiuso da un lucchetto. All'interno un plico di lettere d'amore scritte da un uomo. La scoperta di quello che pensa essere una relazione trasgressiva lo porta a cercare e a incontrarsi con l'autore delle missive, Giovanni, interpretato da un eccezionale Cochi Ponzoni, omosessuale sì, ma soprattutto una persona che con ironia affronta la solitudine della vita. I due, in un bel gioco teatrale a tre scene, si cercano, si respingono, si confrontano, schermagliano fino ad accettare la dimensione altrui mentre il vento, quel Raffaele amato e temuto, continuerà a incombere sulle loro vite finché permetteranno che quelle "ferite" rimangano aperte, perché non è la morte che attenua e risana, la morte recide ma lascia intatto tutto quello che non si è affrontato in vita.

È uno spettacolo ironico e commovente che intreccia il complesso rapporto padre figlio con quello di una persona che tenacemente rivendica il suo esistere e il suo amore, anche se non corrisposto. La regia sapiente regia di Alessio Pizzech mette in risalto la bella prova artistica degli attori, dove Cochi Ponzoni spicca, non per prestanza fisica, ma per la capacità di caratterizzare un personaggio non banale.

Claudia Pinelli